Chi come me ha visto per almeno trenta volte “Ritorno al Futuro Parte II” ricorderà sicuramente questa frase pronunciata dal dottor Emmett “Doc” Brown prima di partire con Marty e Jennifer per il viaggio nel “futuro” con l’iconica DeLorean “aereo-trasformata”. La destinazione impostata sul display dei Tempo Circuiti era il 21 ottobre 2015, oramai una data del nostro recente passato! Il film è uscito nei Cinema nel 1989 ed ha una visione del futuro influenzata dall’immaginario Cyberpunk, che caratterizzava tutte le produzioni di fantascienza del periodo. Saltano subito all’occhio il modo di vestire bizzarro e l’arredamento urbano tutto neon e fumo in stile “Blade Runner”.
Parto da questo spunto per parlarvi di alcune tecnologie “futuristiche” viste nel film che in qualche modo sono diventate realtà. Iniziamo dagli occhiali “Smart” che utilizza Marty per parlare al telefono: abbiamo ritrovato questa e molte altre funzioni nel progetto dei Google Glass. In casa McFly ad esempio si vede un grande schermo piatto installato a parete, con trasmissioni “on demand” e riconoscimento vocale. E ancora: Doc Brown cammina tenendo in mano un computer in un formato portatile molto simile ad un tablet (dal 2010 a metà del 2012 sono stati venduti oltre 100 milioni di iPad!). Di nuovo: in una scena il vecchio Marty McFly parla con Douglas J. Needles e Ito Fujitsu usando un sistema di videoconferenza, per noi oggi è normale parlare con chiunque nel mondo utilizzando Skype o FaceTime.
Doc Brown utilizza un binocolo capace di riconoscere e tracciare il volto di un soggetto, mentre oggi i software di riconoscimento facciale sono molto diffusi ed integrati in smartphone e telecamere di videosorveglianza. Per i pagamenti e per l’apertura delle porte nel film vengono utilizzati i sensori di impronta digitale, una tecnologia biometrica che ora è di uso comune per lo sblocco degli smartphone e per l’home banking. Marty viene spaventato dalla pubblicità “olografica” del film lo Squalo 19, ed oggi il cinema in 3D è possibile anche nelle nostre case. Mentre per l’hoverboard, lo skateboard volante, un primo prototipo funzionante è il Flyboard Air di Franky Zapata. Da ultimo: alcune scene mostrano auto sospese in aria, ma purtroppo per quelle siamo ancora lontani nonostante TERRAFUGIA ed UBER stiano muovendo i primi passi in questa direzione. Non è ancora stata inventata la macchina del tempo. Forse è meglio così. È più appassionante immaginare come eravamo e come saremo… oppure no?

Condividi!

Condividi quest'articolo dove vuoi.