…Continua il nostro viaggio alla scoperta delle nuove frontiere nel campo della tecnologia audioprotesica a servizio del paziente…

Nello scorso numero abbiamo parlato della specificità e dell’alta tecnologia di alcune strumentazioni a disposizione dell’audioprotesista per affrontare le problematiche di ogni singolo soggetto, ma non sempre è necessario ricorrere ad Ausili troppo complessi soprattutto quando si hanno ipoacusie lievi e con un’ottima intellegibilità vocale. Diventa indispensabile invece quando il residuo uditivo è scarso sia da un punto di vista quan titativo, sia da un punto di vista qualitativo ed anche quando sussistono tipologie di ipoacusia con forma frastagliata o in forte caduta sulle frequenze acute. Oggi tramite le Otoemissioni acustiche è possibile misurare quali siano le cellule danneggiate individuando le porzioni di frequenza che non possono essere più aiutate dalla stimolazione protesica; è infatti inutile amplificare forzatamente quelle cellule, ma conviene stimolare in modo opportuno le cellule adiacenti. Oggi tramite questi strumenti importanti come il Capella della Madsen, è possibile avere un’impronta digitale dello stato di salute della coclea attraverso il DPgramma. Monitorare il proprio udito attraverso tutti i sistemi strumentali è fondamentale anche per capire anno dopo anno come evolve il decadimento uditivo. Raccomando sempre a tutti i miei pazienti, di creare una cartella medica della situzione uditiva, da aggiornare costantemente. Esistono modi di misurazione in campo libero che permettono di capire quanto bene sia stato regolato un apparecchio acustico e queste misure risultano fondamentali per capire se ci sono delle incongruenze sull’adattamento protesico. Quindi Tecnologia ce n’è tanta: dipende solo da noi non trascurare il propio udito.

Ecco la pagina di QUI NEWS nell’uscita del 15 marzo 2018

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