Con due storiche e recenti sentenze, la Corte di Cassazione ha voluto chiarire i confini e le differenze fra l’assegno di mantenimento, che spetta al coniuge economicamente più debole all’atto della separazione personale e l’assegno divorzile, che interviene, invece, al momento della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Infatti, con la sentenza pubblicata il 10 maggio scorso, i Giudici di Piazza Cavour hanno specificato come, al momento del divorzio, l’assegno che uno dei coniugi sarà chiamato a versare all’altro non dovrà più garantire la conservazione del tenore di vita goduto nel corso del matrimonio. Il soggetto economicamente più debole, pertanto, se titolare di un reddito comunque in grado di assicurargli autonomia ed indipendenza, non avrà più diritto a percepire somme di denaro a carico dell’ex coniuge. In ogni caso, l’ammontare dell’assegno, ove dovuto, non sarà più parametrato al precedente stile di vita della coppia, ma unicamente alle esigenze di dignitosa sussistenza dell’ex coniuge bisognoso. Al contrario, in caso di separazione personale, la Suprema Corte ha specificato (nell’ambito del ricorso presentato da Silvio Berlusconi per la riduzione dell’assegno di mantenimento dovuto alla Signora Lario, definito con sentenza del 17 maggio scorso) che la separazione dei coniugi fa venir meno solamente gli obblighi di convivenza, fedeltà ed assistenza morale, mentre rimangono sussistenti gli obblighi di assistenza materiale e, quindi, di mantenimento del coniuge debole.

In questo caso, non essendo ancora reciso il vincolo matrimoniale, e trattandosi di una situazione meramente temporanea (in vista del divorzio o, in alcuni casi, della riappacificazione della coppia), il coniuge più abbiente è chiamato a garantire all’altro il mantenimento dello stesso tenore di vita goduto nel corso del matrimonio. In definitiva, secondo l’ultimo indirizzo della giurisprudenza e salvo ulteriori future precisazioni, mentre nel caso della separazione l’assegno di mantenimento sarà calcolato sulla base del criterio fornito dallo stile di vita della coppia, al momento del divorzio verrà applicato il nuovo criterio dell’indipendenza ed autosufficienza economica.

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