CAPENA – Passo dopo passo e si attraversa la storia. In un paese di ricco di tradizione, percorrendo Via Montebello si entra nel cuore del centro storico. Quasi timidamente, ma con lo sguardo fiero che spicca tra due abitazioni, c’è la Torre dell’Orologio: la costruzione infatti, pur essendo leggermente arretrata rispetto alla Piazza, è il punto chiave della stessa e ospita il Museo Civico. Per conoscere meglio una realtà storica che ha scandito la vita di Capena, la nostra redazione ha intervistato la Dott.ssa Angela Bernardoni del G.A.R. (Gruppo Archeologico Romano sezione di Capena).

Quali sono le opere ospitate dal Museo? Il museo è stato inaugurato nel 2006: contiene reperti rinvenuti nel corso degli anni (la maggior parte in un sito conosciuto come “Le Finestracce) e provenienti dalla rocca. Consistono soprattutto in ciotole, piatti, bicchieri da cucina, reperti in metallo, vetri e delle monete di varia epoca. Il materiale è databile tra il basso medioevo, tutto il rinascimento e più recenti (‘700), come un ostensorio in ceramica.

Qualche curiosità storica legata al Museo e alla Torre dell’Orologio che lo ospita? Prima del 2006, nella torre era custodito l’archivio storico composto da 209 registri manoscritti, che raccontano un’epoca vasta dal 1520 al 1825. L’edificio della torre è sempre stato adibito ad usi civili e si sviluppa su quattro livelli. Al primo troviamo un serbatoio idrico che, attraverso una conduttura seicentesca, alimenta una fontana pubblica ancora in funzione. Alla fine del ‘700 vi fu collocato un orologio con un meccanismo a pesi, del tipo “alla romana”: sul quadrante è presente solo una lancetta e il tempo si divide in VI sezioni. Per garantire una perfetta comprensione dell’ora, era prevista la cosiddetta “ribotta”: dopo circa un minuto dallo scoccare dell’ora, viene ripetuto lo stesso numero di rintocchi. Ad oggi l’orologio è perfettamente funzionante, grazie anche al lavoro di Giuseppe Gongo e in occasione delle feste più importanti, viene messo in funzione.

Cosa rappresenta per i cittadini di Capena e pensa che ci sia consapevolezza sulle potenzialità del Museo per il paese? Per i cittadini di Capena rappresenta la memoria storica del paese. Purtroppo però non è molto conosciuto e non sono state sfruttate le sue potenzialità. Al momento, ad ogni apertura, si contano circa 100 visitatori. Per incentivare il turismo, si potrebbe fare più pubblicità, creazione di guide e cataloghi e soprattutto garantire un’apertura costante. Ad oggi, le aperture sono curate dalla sezione locale del G.A.R. (le visite sono possibili in occasioni di eventi e manifestazioni) e l’intenzione dei soci è quella di renderlo accessibile almeno per due domeniche al mese.

Capena rientra nel novero delle città d’arte. Un’idea per incentivare il turismo a livello generale? Purtroppo non ci sono molti collegamenti con le più importanti strutture e agenzie turistiche della zona e Capena, territorio ricco di storia e tradizione, viene spesso dimenticata. La Sezione G.A.R. in collaborazione con Comune e Pro Loco, organizza una serie di visite guidate ai monumenti più importanti del paese, eventi ai quali partecipano un buon numero di turisti, segnale di un interesse che potrebbe essere potenziato con una politica del turismo più ampia. Come G.A.R. collaboriamo anche con altre associazioni: recentemente è stato costituito un parco archeo-naturalistico dall’Università Agraria incentrato sull’antica città di Capena: resti dell’antica via Capenate, necropoli, ruderi.

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