di ELEONORA FESTUCCIA

PASSO CORESE – Si è svolto in giornata un incontro nei locali dell’asilo nido comunale Lo Scarabocchio, scopo principale della riunione, organizzata dalla coordinatrice didattica, è stato quello di informare i genitori riguardo le nuove tariffe in vigore a partire da settembre. Presenti i rappresentanti dell’Associazione che gestisce la struttura, la Virtus Italia onlus e, finalmente, l’Assessore alla cultura e alle politiche sociali Paola Trambusti. Ad aprire l’incontro le parole di Andrea Scarcelli, referente per la Virtus Italia, che ha consegnato i fogli con le domande per il prossimo anno unitamente alle tariffe aggiornate deliberate dalla Giunta comunale.

Qualcosa era trapelato, la stampa aveva già parlato di aumenti vertiginosi e della nuova divisione tariffaria in sole tre fasce di reddito (anziché dodici) che avrebbe penalizzato le famiglie. Ma non tutti erano sicuri del cambiamento in atto, sebbene la delibera di giunta dello scorso 24 maggio fosse pubblicata nell’albo pretorio del sito comunale nessuno si era ancora presentato davanti ai genitori ufficializzando il tutto con una comunicazione diretta. Molte le mamme ed i papà che solo oggi hanno davvero appreso del cambiamento in atto. Non una cosa di poco conto, visto che si parla di cifre raddoppiate che superano di gran lunga anche le tariffe dei nidi privati. C’è chi come noi non è assolutamente ricco e vive di stipendi precari, ma sarà costretto a pagare 395 euro, mentre prima ne pagava 201 – racconta una mamma ai nostri microfoni.
In un clima così le parole dell’Assessore non avrebbero certo potuto strappare alcun consenso. E così è stato effettivamente. Molti i genitori sul piede di guerra che vedendo le nuove tariffe hanno protestato con vigore.

Purtroppo il Comune ha difficoltà e non può più finanziare il nido come negli anni scorsi, chiede quindi alle famiglie uno sforzo – ha affermato la Trambusti. Dichiarazioni che non hanno assolutamente convinto. Ho detto a chiare lettere, senza mezze parole, che siamo stati messi alla porta – racconta Erica Porreca, mamma rappresentante dei genitori della classe dei piccoli – ci hanno convocato per comunicare che non ci sono di fatto soluzioni. Non ci aspettavamo questi aumenti, sapevano di qualche modifica, ma mai avremmo pensato di toccare queste cifre.

Una mamma durante l’incontro ha fatto notare – ricorda sempre la rappresentante – che è ormai tardi per questo genere di comunicazioni ed i genitori non hanno di fatto una via d’uscita perché gli altri nidi comunali stanno chiudendo le iscrizioni, non si può quindi neanche spostare i bimbi nei Comuni limitrofi.

L’Assessore ha provato a scaricare responsabilità alle amministrazioni precedenti, parlando di una situazione critica che si trascinerebbe da venti anni. Va da sé che i genitori hanno prontamente replicato che negli anni scorsi mai era successo di dover pagare queste tariffe. E bene si, ora questo buco di bilancio comincia a sentirsi come un grosso macigno sulle spalle di tutti. Ma soprattutto su quelle di bambini e famiglie che poco hanno a che fare con una voragine da 10 milioni.

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