COMITATO DIFESA DALL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO BORGO QUINZIO-CORESE TERRA

La Prefettura di Rieti, concorde con le segnalazioni dell’Anas, ordina la rimozione della struttura per l’antenna di Borgo Quinzio.

  • Il Comitato sull’antenna di Borgo Quinzio-Corese Terra informa i cittadini sull’evoluzione della vicenda: dopo le segnalazioni, L’Anas ha rilevato delle irregolarità e la Prefettura di Rieti ha ordinato la rimozione del palo ed il ripristino dello stato dei luoghi.
  • I portavoce del Comitato: “Le nostre convinzioni circa l’inopportunità logistica dell’installazione trovano ora conferma nelle irregolarità riscontrate dall’Anas e, soprattutto, nell’ordinanza di rimozione emessa dalla Prefettura, anche se, come era prevedibile, la Tim non si arrende”.

Il Comitato di Difesa dall’Inquinamento Elettromagnetico Borgo Quinzio – Corese Terra ha finalmente ottenuto una risposta istituzionale, che sostanzia con dati precisi e concreti la convinzione che i suoi componenti hanno sempre avuto circa l’istallazione del ripetitore, e cioè che quel palo non avrebbe dovuto essere posizionato lì.
Il 25 settembre scorso, il Presidente del Comitato, Andrea Ciocca, ha ricevuto copia dell’ordinanza emessa il 4 giugno scorso dalla Prefettura di Rieti, che ordinava alla Tim la rimozione della struttura.
L’ordinanza della Prefettura è dunque in linea con le rilevazioni dell’Anas, che, già nel marzo scorso, in risposta ad una segnalazione del Comitato, individuava “gravi irregolarità” e chiedeva formalmente la rimozione del palo ed il ripristino dello stato dei luoghi.
Si tratta dunque di un atto istituzionale importante, scaturito da una serie di accertamenti, innescati a loro volta dalla prima segnalazione presentata all’Anas dal Comitato civico.
Come c’era da aspettarsi, la Tim si è opposta al provvedimento, ed ora la questione finirà innanzi al Giudice di Pace di Poggio Mirteto.
Al di là delle irregolarità di carattere tecnico evidenziate dall’Anas, i portavoce del Comitato ribadiscono le ragioni che hanno ispirato e motivato il loro impegno, legate essenzialmente al mancato rispetto di un principio generale di precauzione che preservasse dal pericolo di inquinamento elettromagnetico sia la scuola che le abitazioni prossime al ripetitore, oltre che all’evidente danno ambientale, economico e paesaggistico arrecato ai residenti ed alla comunità tutta.

Per comprendere con chiarezza i fatti, è utile ripercorrere brevemente le tappe di questa vicenda:

  • in data 21 febbraio 2018 il Comitato presenta una segnalazione formale all’Anas, cui l’Ente risponde il 19 marzo, affermando di aver riscontrato gravi irregolarità nell’installazione del ripetitore (violazione delle norme contenute nell’art. 21, 1 e 4° comma del nuovo codice della strada) ed anticipando l’irrogazione di una multa, nonché la richiesta di ripristino dello stato dei luoghi. Il suddetto verbale non verrà poi impugnato od opposto in alcun modo dalla TIM.
  • Il 20 aprile il Comitato chiede all’Anas ragguagli sulla rimozione del ripetitore, ed il   14 maggio l’Anas risponde di aver avviato presso la Prefettura di Rieti l’iter per la rimozione della struttura.
  • Nel settembre scorso il presidente del Comitato, Andrea Ciocca, effettua un accesso agli atti e viene a conoscenza dell’ordinanza di rimozione emessa il 6 giugno scorso dalla Prefettura di Rieti e della reazione della Tim, che ha deciso di opporsi al provvedimento davanti al Giudice di Pace di Poggio Mirteto.

 

 

 

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